Monpissan

Azienda Agricola Antonio Gallino
di Pinuccia Gallino
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Le origini della vite

La pianta della vite vive da milioni di anni sulle zone temperate della terra, ma solo a partire dalla popolazioni dei Sumeri si è iniziato a produrre il vino. Ad oggi l’Italia vanta il primato di maggior produttore mondiale di vino, e già dal periodo dell’Impero Romano vi era una gran varietà di vini, in gran parte dovuti anche all’enorme estensione dell’Impero.

La quasi totalità delle piante da frutto esistenti appartengono alla specie vitis vinifera, ma sopravvive e fruttifica dove sono presenti tutte e quattro le stagioni.

Quando cadde l’Impero Romano, si conservò solamente all’interno dei monasteri, e quando venne incoronato Carlo Magno, grandissimo estimatore del vino, tornarono a prolificare i vitigni.

La vite non ebbe grossi problemi a prolificare, fino a quando arrivarono circa due secoli fa i parassiti dall’ America, che quasi estinse i vigneti Europei.

I tre principali parassiti che attaccano la vite sono la filossera che si insedia sulle radici della pianta, mentre la peronospera e l’oidio hanno come bersaglio le foglie e i grappoli.

Per debellare la peronospera si utilizzano trattamenti a base di rame, mentre per l’oidio lo zolfo è l’ideale.

Invece per la filossera si utilizza l’apparato radicale delle viti americane (che sono immuni) su cui viene poi innestata la parte fruttifera Europea.

Per avere una buona produzione e qualità le piante necessitano di potatura. Così facendo vengono tagliati i tralci che hanno già portato frutti. Si cerca di ottenere la massima espansione della pianta in modo da avere una superficie fogliare ampia per ottenere maggiore fotosintesi e quindi una gradazione zuccherina superiore.

Molto importante è l’esposizione solare al vigneto, ragion per cui sta riprendendo piede la coltivazione a filare che garantisce maggior esposizione solare e vegetazione della vite.

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